Iva addebitata in fattura dai professionisti nel fallimento
Il Fisco, N. 22 - 1 giugno 2009
L’IVA sulla fattura, emessa da un professionista in seguito ad un riparto fallimentare è da considerarsi un credito in chirografo, anche se la prestazione è in privilegio. Così sostiene, in modo uniforme, la consolidata giurisprudenza della Cassazione. È evidente l’errore. Si tratta, invece, di un’Iva che non va richiesta in sede di ammissione allo stato passivo, ma solo successivamente, al momento del pagamento. Qualora il fallimento non la pagasse (come di solito o, meglio, sempre accade) si tratterebbe (per la procedura) di un arricchimento. L’Amministrazione finanziaria ha aperto uno spiraglio, lo scorso anno, e così si riduce il danno. Ma, nonostante la presa di posizione della Cassazione, si confida in un revirement che finalmente risolva alla radice la situazione. In ogni caso ci sono interessanti sviluppi dottrinari.(...)

