
(dalla quarta di copertina)
L'opera affronta con taglio operativo il tema dell'arbitrato differenziando
quello rituale da quello irrituale, sia nella parte di commento, sia nelle
formule, che spaziano dall'instaurazione e lo svolgimento dei procedimento
arbitrale, anche internazionale, fino agli aspetti fiscali. Mentre l'arbitrato
rituale è regolamentato da legge, quello irrituale è lasciato
alla libera determinazione contrattuale delle parti e mai si presta a rigidi
inquadramenti. L'arbitrato nasce quasi sempre da una clausola compromissoria di
cui il libro fornisce validi esempi di redazione, perché l'utente possa
adattare la clausola ai propri scopi o alle singole fattispecie contrattuali.
Le oltre 100 formule che compongono il volume, pur non pretendendo di esaurire
l'intera casistica, traducono le regole in pratici schemi operativi di facile
applicazione. Il volume è corredato di un floppy disk che contiene tutte
le formule riportate su carta e consente quindi l'immediato utilizzo dei testi.
(dalla presentazione di
LORIS MANCINELLI, Presidente del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti)
«...Stiamo assistendo ad un curioso paradosso: mentre tutto corre
più rapidamente, i tempi della giustizia si allungano e le non felici
conseguenze sono sotto gli occhi di tutti.
In tale situazione diventa quasi superfluo evidenziare i vantaggi
dell'arbitrato, istituto che va interessando sempre più le categorie dei
dottori commercialisti, che grazie alle loro specifiche competenze riescono in
tempi brevi a riporre nel giusto binario le difformi richieste delle parti
contendenti.
Sono certo, comunque, che l'arbitrato avrà in Italia, nell'interesse
delle parti e della collettività, una diffusione sempre più ampia.
Ben venga, allora, il lavoro dei colleghi Francesco Ferronato e Giuseppe
Rebecca di Vicenza, in quanto pratico e tale da consentire un facile approccio
a tutto l'iter procedurale dell'arbitrato.
Il lettore, collega dottore commercialista o meno, troverà schemi
operativi e suggerimenti per la corretta gestione della procedura arbitrale.
I dottori commercialisti stanno dimostrando di svolgere con piacere e
competenza questa attività di servizio, e nello stesso tempo cercano di
diffondere con diverse iniziative l'arbitrato con evidente vantaggio dei
cittadini: la giustizia "privatistica", validissima alternativa a quella
statuale, non v'è dubbio che dovrà quanto prima decollare.
E detti professionisti ancora una volta, nella veste di autori od in quella di
liberi professionisti, continueranno a fare quanto possibile, nell'interesse
della collettività. »