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Una proposta per la riforma del catasto

di Giuseppe Rebecca
commercialistatelematico.com - 1 ottobre 2021

Da troppi anni si sta discutendo in Italia di catasto e della sua revisione. L’Europa ce lo chiede e anche la evidenza dei fatti la suggerisce.
Pochi anni fa si era andati molto avanti, anche con la istituzione delle commissioni, salvo poi abbandonare un po’ precipitosamente il tutto, quando, invero tardivamente, ci si è accorti che con la revisione delle rendite non si poteva garantire quella invarianza di imposte da tutti sbandierata. Tra l’altro, invarianza sia a livello di singola imposta sia a livello territoriale. E’ del tutto logico che se si aumentano le rendite, a parità di aliquote di imposta. il gettito non può che aumentare; è così semplice!
Ora la questione della revisione delle rendite viene riproposta. Appare pacifico che, almeno per parte del patrimonio immobiliare, si tratterà di un aumento delle rendite catastali. Ma come si potranno aumentare ancora le imposte in un settore che dalle riforme di Monti è stato così tanto depresso, e già colpito da una imposta patrimoniale?
Una ipotesi, che forse potrebbe anche essere accolta, seppure non certamente di buon grado, sempre che la riforma del Catasto venga portata avanti, sarebbe quella di istituire delle clausole di salvaguardia, come molte volte in campo tributario si è fatto, nel passato. Ad esempio, si potrebbe lasciare al contribuente, almeno per un certo numero di anni (4 o 5) la possibilità, su sua richiesta, di essere tassato in base alle rendite antiche. E successivamente, dare una certa gradualità; ad esempio, per altri 3 o 4 anni pagare con un aumento ridotto della metà e così via. Il tutto potrebbe essere accompagnato da una lieve riduzione delle aliquote delle imposte, quantomeno quelle indirette. Certo alla fine il patrimonio immobiliare italiano sarebbe tassato più di altri settori, ma pare difficile conciliare le diverse esigenze di tutti. Magari il tutto potrebbe essere seguito da una immediata proroga del superbonus, almeno di due anni. Si tratterebbe di un provvedimento per tutti vantaggioso.

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