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Cessione di diritti reali e possibili soluzioni ai dubbi fiscali

di Giuseppe Rebecca
commercialistatelematico.com - 9 settembre 2025

Cessione diritti reali: nuove regole, incongruenze e possibili soluzioni

Abbiamo più volte trattato, in questi due ultimi anni, della questione della cessione dei diritti reali sugli immobili e sulle relative problematiche.

Come è notorio, mentre fino al 31 dicembre 2023 la cessione da parte dei privati dei diritti reali sugli immobili, eccetto l’usufrutto, non rientrava tra le operazioni tassabili; dall’1 gennaio 2024 tali cessioni rientrano invece tra i redditi diversi, di cui all’art. 67, comma 1, lettera h), del TUIR (Previsione della legge di bilancio 2024).  E questo sia per la cessione che per la costituzione del diritto reale.

Invero si deve osservare come, per quanto concerne l’usufrutto, operazione già compresa nelle norme ante 2024, non fossero sorte nel passato particolari significative problematiche; presumibilmente per la condivisione di una interpretazione allora suggerita dalla dottrina, e ben esplicitata da tre studi del Notariato (n. 60/2006, 32/2017, ripresi, raccomandando in ogni caso la massima cautela, dallo studio n. 14/2024).

L’applicazione pratica e la norma di interpretazione autentica

Dall’1 gennaio 2024 pertanto tutte le cessioni di diritti reali (usufrutto, superficie, uso, abitazione, servitù) sono tassate, ex lettera h) dell’articolo 67, comma 1 del TUIR. Quindi sempre, senza alcuna delle previsioni di esclusione previste invece per la lettera b) dello stesso articolo (possesso ultraquinquennale, utilizzo proprio per la maggior parte del periodo, provenienza successoria).

Vani sono risultati i tentativi di trovare una soluzione condivisa. Ma per fortuna, e dobbiamo dire che è stata proprio una fortuna, anche se può apparire strana, la cosa, è arrivata (...)

 

 

 

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(Il testo completo è disponibile su: commercialistatelematico.com)

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