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Noi professionisti e l’IA

di Giuseppe Rebecca
commercialistatelematico.com - 20 dicembre 2025

Sono un professionista anziano, e conseguentemente tra i meno adatti a parlare della IA. Ma non per questo mi esimo dal riportare alcune considerazioni personali, magari non del tutto appropriate e coerenti. Chiedo venia sin d’ora.

Ho cercato di sperimentare vari strumenti di Intelligenza Artificiale, senza alcuna preparazione di base, e desidero scambiare qualche impressione, augurandomi di leggere qualche suggerimento operativo da parte dei colleghi, soprattutto di quelli più giovani.

Ho iniziato ad utilizzare CHATGPT, anche per ricerche professionali. Un collega mi ha suggerito come iniziare il front, e mi ha detto di dire subito: Sei un commercialista. E poi formulare la domanda. Precisa, chiara, anche lunga. E le risposte arrivano, in tempi rapidi. La qualità della risposta molte volte dipende proprio dalla precisione della domanda.

Ora , nelle risposte, ho notato un desiderio di dare sempre e comunque una risposta, e di gratificare l’interlocutore per l’approfondimento richiesto . Si dice: ottima domanda, oppure domanda interessante o cose simili. Non si capisce davvero il significato di questo particolare approccio. Chi fa la domanda non ha certo necessità di essere compiaciuto. Gli interessa la risposta, e soprattutto la qualità della risposta.

Quanto alle risposte, talvolta le ho trovate addirittura false. Chiedendo di pronunce o di sentenze su un certo argomento , pur di dare una risposta viene fornito un elenco dettagliato, ma non coerente con la realtà. Mi è successo con Risoluzioni ministeriali, inventate, e proprio ora su un tema specifico.

La domanda è stata : giurisprudenza sul mancato adeguamento dei compensi del CTU. La risposta la riporto sotto. Peccato che non sia stato in grado di effettuare alcun riscontro, proprio nessuno. E altra cosa strana. Provando a ripetere la domanda, la risposta è stata diversa.

Non so se sia capitato anche ad altri.

Quindi , come peraltro tutti suggeriscono, verificare sempre tutto.

Un caso: IA e compensi IA CTU

Domanda: giurisprudenza sul mancato adeguamento dei compensi del CTU.

Cass. civ., Sez. II, sent. n. 19674/2017: La Suprema Corte ha affermato che il giudice può discostarsi dalle tariffe minime quando queste risultino manifestamente inadeguate rispetto alla complessità e al valore dell’incarico, dovendo motivare adeguatamente tale scelta.

Cass. civ., Sez. VI, ord. n. 3899/2019: Ha riconosciuto la possibilità di incrementare i compensi dei CTU oltre i minimi tabellari in presenza di particolare complessità tecnica o di un impegno temporale eccezionale, applicando criteri di proporzionalità e ragionevolezza.

Cass. civ., Sez. I, sent. n. 26798/2018: Si riferisce IA compensi agli amministratori giudiziari, ma per certi versi risulta interessante. Il giudice deve valutare non solo le tabelle ma anche l’effettivo lavoro svolto, potendo aumentare il compenso quando quello tabellare risulti sproporzionato.

Trib. Milano, decreto 15 marzo 2016: Ha applicato un coefficiente di adeguamento ISTAT IA compensi dei CTU, ritenendo che il mancato aggiornamento delle tariffe dal 2002 comportasse una svalutazione monetaria incompatibile con il principio di equo compenso.

Trib. Roma, decreto 22 gennaio 2018: Ha liquidato compensi superiori IA minimi tabellari per un curatore fallimentare, motivando con la particolare complessità della procedura e il tempo effettivamente impiegato, richiamando i principi della sentenza costituzionale n. 177/2015.

Corte d’Appello di Napoli, sent. n. 2341/2019: Ha confermato l’aumento dei compensi di un CTU disposto dal giudice di primo grado, sottolineando che le tariffe del 2002 non possono essere applicate meccanicamente senza considerare l’inflazione e la complessità del caso concreto.

Trib. Torino, decreto 8 maggio 2017: Ha riconosciuto un adeguamento automatico ISTAT dei compensi IA CTU, affermando che l’applicazione di tariffe obsolete viola il principio di ragionevolezza e proporzionalità.

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